Le vostre opinioni su STONER
I LIBRI DEL MOMENTO
Proposto da Consuelo, che ce lo ha presentato così:
"Nato in una famiglia di contadini poveri, Stoner scopre in sé una passione struggente per la letteratura e diventa professore. Stoner è dunque la storia di un uomo che conduce una vita semplice al limite della frugalità, una vita che lascia poche tracce. Ma Stoner è molto di più: è un romanzo sull'amicizia, sul matrimonio, sull'ambiente universitario, un romanzo sociale e – non da ultimo – un romanzo sulla fatica e sulla resistenza. Sul duro, implacabile lavoro nelle fattorie, sull'impegno che richiede la vita matrimoniale, sulla difficoltà di allevare con paziente empatia una figlia all'interno di una famiglia avvelenata, e sul tentativo di avvicinare alle meraviglie della letteratura studenti universitari spesso insensibili. È soprattutto un romanzo sull'amore: amore per la poesia e per la letteratura, ma anche amore romantico. È un romanzo su cosa significa essere umani."
"Nato in una famiglia di contadini poveri, Stoner scopre in sé una passione struggente per la letteratura e diventa professore. Stoner è dunque la storia di un uomo che conduce una vita semplice al limite della frugalità, una vita che lascia poche tracce. Ma Stoner è molto di più: è un romanzo sull'amicizia, sul matrimonio, sull'ambiente universitario, un romanzo sociale e – non da ultimo – un romanzo sulla fatica e sulla resistenza. Sul duro, implacabile lavoro nelle fattorie, sull'impegno che richiede la vita matrimoniale, sulla difficoltà di allevare con paziente empatia una figlia all'interno di una famiglia avvelenata, e sul tentativo di avvicinare alle meraviglie della letteratura studenti universitari spesso insensibili. È soprattutto un romanzo sull'amore: amore per la poesia e per la letteratura, ma anche amore romantico. È un romanzo su cosa significa essere umani."
3 recensioni
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cristiana buttiglione
Lunedì 24 Ago 2026
Letto diverso tempo fa, scritto benissimo, nella sua asciuttezza riesce a veicolare efficacemente alcuni stati d'animo che non si possono descrivere facilmente, e soprattutto - molto bene - l'inaridirsi dei rapporti più stretti (marito e moglie, padre e figlia, ambienti universitari), nonostante ci sia, almeno all'inizio, qualcosa di positivo che però Stoner non riesce ad afferrare. Mi ha ricordato un Oblomov in salsa americana, condito di incomunicabilità moderna, con una potente storia d'amore anch'essa destinata a essere soffocata. Bellissime le ultime scene della malattia...
Irene
Venerdì 14 Ago 2026
Ringrazio Consuelo per la proposta, una vera scoperta, un romanzo dallo stile asciutto, che ho divorato in riva al mare. Un romanzo sulla resilienza, sulla passione per la letteratura, sulla complicata vita universitaria e i rapporti fra docenti, sull'amore quello vero, sulla sofferenza e sul malinconico riscatto dalle sofferenze della vita...un vero capolavoro
Valeria
Lunedì 27 Lug 2026
So già di essere una voce fuori dal coro, ma vi riporto cosa mi ero scritta quando l’ho letto:
Giudizio non entusiasta. Ho trovato la scrittura non particolarmente avvincente e i personaggi poco coerenti: nel tutto tondo manca sempre qualcosa, o qualcosa stona con quel che sai già di essi. Come mancassero i tracciati delle loro evoluzioni, come se lasciandoli a un certo punto della storia li ritrovassi ad un altro modificati, ma senza ragione, se non quella di asservire alla storia del protagonista.
Anche lui comunque flebile: non riesci a trovare il punto, ad esempio, in cui si conciliano la sua remissività con gli scatti d’orgoglio. Ovvero in quel punto c’è un vuoto, o comunque qualcosa che io non sono riuscita a cogliere.
Ha una sua coerenza la storia d’amore con K - centrata con particolare acume la ragione della sua fine: “noi non saremmo niente” - e sono molto belle le ultime pagine.
Giudizio non entusiasta. Ho trovato la scrittura non particolarmente avvincente e i personaggi poco coerenti: nel tutto tondo manca sempre qualcosa, o qualcosa stona con quel che sai già di essi. Come mancassero i tracciati delle loro evoluzioni, come se lasciandoli a un certo punto della storia li ritrovassi ad un altro modificati, ma senza ragione, se non quella di asservire alla storia del protagonista.
Anche lui comunque flebile: non riesci a trovare il punto, ad esempio, in cui si conciliano la sua remissività con gli scatti d’orgoglio. Ovvero in quel punto c’è un vuoto, o comunque qualcosa che io non sono riuscita a cogliere.
Ha una sua coerenza la storia d’amore con K - centrata con particolare acume la ragione della sua fine: “noi non saremmo niente” - e sono molto belle le ultime pagine.