Strega 2026 - 4-6
PREMIO STREGA
4 recensioni
Clelia
Domenica 24 Mag 2026
Forse per le recensioni molto positive che mi hanno preceduto, avevo aspettative che sono state un po’ deluse. Alcune idee sono originali e dimostrano sensibilità (il rapporto di Elena con sua madre; il personaggio di Lina, sempre; il senso delle avventure sessuali di Carlotta nel dialogo con Skelter,...), altri mi sono sembrati inutili autocompiacimenti che non hanno tanto senso (il tema della cacca che i condomini trovano in giardino, cui viene dedicata quasi una pagina di virtuosistica descrizione quando Max la fruga con la chiave; il gabbiano che fa provare eccitazione a Elena,…). E poi la assurda ricomposizione finale delle coppie! Per me sarebbero due stelle e mezzo arrotondo a tre (tutte per Lina!)
Valeria
Lunedì 04 Mag 2026
Due donne, un uomo, una bambina - appunto Lina - nel loro faticoso equilibrio quotidiano. Quattro ritratti commoventi, quando non struggenti (penso alla piccola Lina chiusa nel bagno della pizzeria o al rapporto col fumo di Max o ancora alla maglietta ritrovata di Carlotta..).
Covacich riesce a dare un senso profondo e toccante ai piccoli dettagli della realtà banale e sciatta che ci circonda.
Spiazzata dall’epilogo, che scardina dal posto in cui pensavo fossero le 4 tessere del mosaico. Comunque 4 stelle
Covacich riesce a dare un senso profondo e toccante ai piccoli dettagli della realtà banale e sciatta che ci circonda.
Spiazzata dall’epilogo, che scardina dal posto in cui pensavo fossero le 4 tessere del mosaico. Comunque 4 stelle
Lucia
Sabato 02 Mag 2026
Covacich descrive i sentimenti, i problemi, le difficoltà quotidiane, le miserie grandi e piccole, le interrelazioni di quattro personaggi, con un passato e un presente comune, che forse senza saperlo si conoscono a fondo. Sullo sfondo i quartieri ricchi e poveri di Roma e le storie di altri personaggi minori. Lo stile è asciutto, il linguaggio coerentemente poco ricercato, adatto ai personaggi e alla storia che Covacich racconta.
4 stelle
4 stelle
Costanza
Lunedì 20 Apr 2026
Covacich traccia con sagacia la storia tormentata e ambigua di tre adulti e una bambina. Sono le vite di persone ordinarie ciascuna con le proprie sofferenze e debolezze, in un mondo dalle tante insidie con la meschinità che nessuno risparmia. Avrei voluto dare tre stelle e mezzo ma non si può. 4 stelle.
6 recensioni
Rosella
Venerdì 22 Mag 2026
Premetto che non ho mai letto nulla di Michele Mari prima dei Convitati di pietra, quindi non posso paragonare lo stile di questo romanzo grottesco e ironicamente noir con quello di altre sue opere. La scrittura è sapiente, piena di riferimenti sia “alti” sia “pop”, i personaggi tratteggiati con abilità, alcuni con pochi tocchi, altri con molti dettagli, caratteriali e fisici- di ognuno però si riferisce precisamente (e pedantemente)l’indirizzo dell’abitazione e perfino della chiesa dove si celebra il funerale.
Il nucleo della storia è originale, l’elaborazione sofisticata e divertita, anche se non sempre divertente: ci sono lunghi elenchi (per esempio di fumetti o di film di cui sono appassionati alcuni personaggi), e può capitare di chiedersi per quanto ancora si potrà prolungare l’espediente narrativo, e di desiderare la morte dei personaggi per arrivare -finalmente-in fondo. Non mi sento di dare più di 3*.
Il nucleo della storia è originale, l’elaborazione sofisticata e divertita, anche se non sempre divertente: ci sono lunghi elenchi (per esempio di fumetti o di film di cui sono appassionati alcuni personaggi), e può capitare di chiedersi per quanto ancora si potrà prolungare l’espediente narrativo, e di desiderare la morte dei personaggi per arrivare -finalmente-in fondo. Non mi sento di dare più di 3*.
IRENE
Martedì 19 Mag 2026
Sulla storia hanno già scritto gli altri compagni di lettura, aggiungo che da una parte ho apprezzato l’estrema precisione nel riportare gli indirizzi in modo quasi maniacale, le situazioni sanitarie, gli accadimenti dei protagonisti e sul fatto che l’Autore non si sia speso sui cambi della società negli anni che passano per questi convitati della riffa. A volte ho sorriso per l’ironia e per alcune scene, che spesso mi hanno ricordato Fantozzi, ci sono però anche pagine un po’ noiose che sono servite più a riempire che a chiarire la storia…storia di 30 vite di compagni di classe e chissà che non sia davvero accaduto che una classe non abbia veramente messo in atto la riffa oggetto di questa narrazione.
Avevo tante aspettative, vista la pubblicità e le recensioni degli ultimi mesi .. libro a volte crudele, paradossale, a volte anche divertente, un po’ squilibrato… ma…non è nelle mie corde e me ne sono convinta dopo avere visto nuovamente lo scrittore al Salone del libro di Torino, concedermi ,con grande fatica, una firma senza neanche una banale dedica per il libro di proprietà di Stefano… mah che dire… 3 stelle per non essere controcorrente con gli estimatori e per premiare l’unico momento lirico del libro… quando Bathory e Semprini si prendono veramente cura l’uno dell’altra…ma in realtà per me sarebbero anche due e mezzo… per fortuna o per sfortuna il mezzo non esiste.
Avevo tante aspettative, vista la pubblicità e le recensioni degli ultimi mesi .. libro a volte crudele, paradossale, a volte anche divertente, un po’ squilibrato… ma…non è nelle mie corde e me ne sono convinta dopo avere visto nuovamente lo scrittore al Salone del libro di Torino, concedermi ,con grande fatica, una firma senza neanche una banale dedica per il libro di proprietà di Stefano… mah che dire… 3 stelle per non essere controcorrente con gli estimatori e per premiare l’unico momento lirico del libro… quando Bathory e Semprini si prendono veramente cura l’uno dell’altra…ma in realtà per me sarebbero anche due e mezzo… per fortuna o per sfortuna il mezzo non esiste.
Irene
Domenica 17 Mag 2026
Messe 3 stelle al posto di Iole
Iole
Domenica 17 Mag 2026
Non mi convince del tutto, concordo con Cristiana, idea originale, alcune parti e alcuni personaggi appaiono grotteschi, per alcuni aspetti comici. Una riffa fra compagni di classe del liceo, una scommessa iniziata il 22 luglio 1975 per spartirsi una cifra che col passare del tempo diventerà vertiginosa, destinata agli ultimi che rimarranno in vita, li unirà per anni nel bene e nel male, legandoli e dividendoli, mostrando per lo più le loro piccolezze, bruttezze, meschinità, solamente alla fine si vedrà qualche tratto di umanità e solidarietà. Il legame con la nostra giovinezza può resistere solamente in questo modo? È una scommessa destinata a essere persa se vista con gli occhi della vecchiaia?
Voto: 3,5
Voto: 3,5
Stefano
Domenica 17 Mag 2026
Un romanzo che riesce ad essere divertente in alcuni passi, sebbene grottesco. Nel tratteggiare gli alunni della IIIA di un noto liceo milanese che sanciscono un patto che vincola tempo e denaro. nelle cene annuali che mantengono in vita questo accordo vincolante, che diveiene progressivamente conta dei superstiti. Soltanto gli ultimi tre che resteranno in vita potranno usufruire della somma che, investita all'inizio ed alimentata annualmente, assume un'entità favolosa, simile all'Eldorado.
E per questo si dipanao intrecci, crimini compiuti ed immaginati, scommesse, alleanze, invidie e piccole vendette in questa sorta di Squid game che mi ha anche richiamato l'Highlander del film, perchè "ne resterà soltnto uno".
Personaggi descritti come nei film di Alberto Sordi, una toponomastica quasi manieristica che fa di Milano una co-protagonista sono aspetti convincenti, così come la fase finale del libro che apre alla tenerezza ed anche all'empatia con i superstiti, seguendo un percorso non scontato. Al netto di alcune pagine interlocutorie e lente è libro che offre spuntiinteressanti sulle dinamiche tra persone che, nell'adolescenza sono state amiche, ma che nella realtà hanno poco da spartire, se non "la riffa" che li farà re.incontrare per tutta la vita.
Tra i favoriti, può certamente far parte della cinquina.
E per questo si dipanao intrecci, crimini compiuti ed immaginati, scommesse, alleanze, invidie e piccole vendette in questa sorta di Squid game che mi ha anche richiamato l'Highlander del film, perchè "ne resterà soltnto uno".
Personaggi descritti come nei film di Alberto Sordi, una toponomastica quasi manieristica che fa di Milano una co-protagonista sono aspetti convincenti, così come la fase finale del libro che apre alla tenerezza ed anche all'empatia con i superstiti, seguendo un percorso non scontato. Al netto di alcune pagine interlocutorie e lente è libro che offre spuntiinteressanti sulle dinamiche tra persone che, nell'adolescenza sono state amiche, ma che nella realtà hanno poco da spartire, se non "la riffa" che li farà re.incontrare per tutta la vita.
Tra i favoriti, può certamente far parte della cinquina.
Cristiana
Martedì 21 Apr 2026
...non mi sono fatta idee molto chiare su questo libro, se non che l'autore - avuta una buona intuizione in termini di trama - la esaspera e ci costruisce letteralmente sopra un pezzo di teatro (basterebbe a rappresentarlo un interno di un ristorante) in cui i compagni di una III liceo classico di Milano si ritrovano ogni anno per verificare l'andamento di un riffa o scommessa pattuita a 19 anni nel pieno del delirio di immortalità e giovinezza, nei decenni successivi facendo i conti solo (direi) con fallimenti, insuccessi, invidie, morti, omicidi, ossessioni, legati infine a quella scommessa che li unirà per lo più odiosamente per tutta la vita (al netto del finale buonista).
Invecchiati, resteranno come inchiodati all'elenco della classe, senza evolversi, con dinamiche relazionali "grottesche" portate dall'autore all'esasperazione.
Un romanzo da "professionista" infarcito anche di dettagli di toponomastica, di film e fumetti (per riempire ?).
...non so !
voto 3
Invecchiati, resteranno come inchiodati all'elenco della classe, senza evolversi, con dinamiche relazionali "grottesche" portate dall'autore all'esasperazione.
Un romanzo da "professionista" infarcito anche di dettagli di toponomastica, di film e fumetti (per riempire ?).
...non so !
voto 3
2 recensioni
Stefano
Martedì 19 Mag 2026
Ovviamente le stelle sono 4
Stefano
Martedì 19 Mag 2026
Romanzo d'ampio respiro in cui l'autore fin da subito mescola ricchissima ed accurata documentazione alla fiction, che appare però credibile. Il romanzo ha una dimensione quasi corporea: si respirano odori, si accarezzano corpi sudati, ci si immerge in mare, si avvertono i venti che spirano sulle terre in cui vive Platone. Una costruzione visionaria, frutto di un'infatuazione quasi ossessiva per il filosofo e per l' Eros, inteso come amore fisico per donne (poche) e uomini, ma soprattutto per il Bene, lo Bello, la Giustizia. Che passa attraverso il rapporto anche spigoloso con Socrate, la difesa dell' idea di democrazia, il tentativo di "conversione" dei tiranni siracusani e la ricerca del senso della vita. Usando l' escamotage del narratore, lo "straniero" di cui non sappiamo nulla, ma che probabilmente come alter ego dell'autore descrive bene le difficoltà e la fascinazione di capire Platone, il filosofo dalle spalle larghe che Nucci ci rende vicino, contraddittorio, dubbioso e nel contempo determinato. Sicuramente esprime l'amore appassionato (l'eros del titolo) per l'idea del mondo bello, giusto umano perseguita sempre anche a costo di fallire. Un libro difficile che a mio parere meriterebbe la cinquina sebbene non in grado di vincere per la sua complessità e forse per il ritmo, che non può essere travolgente, per quanto sia opera di un vero scrittore