Le vostre opinioni su MATTATOIO N° 5
I LIBRI DEL MOMENTO
Angela ce lo ha presentato così:
E' possibile far sogghignare durante la lettura di episodi cruenti accaduti in guerra? Kurt Vonnegut ci riesce, almeno con me. Innanzitutto per il modo descrivere scene e personaggi, apparentemente ingenuo, ma che celebra costantemente il paradosso. Non ho mai amato, e tantomeno letto, narrativa di fantascienza, eppure ho suggerito questo libretto perché fa assaporare l'ironia attraverso ossimori e schizofrenia: dalle atrocità della guerra allo scintillio della ricca borghesia americana, dall'amarezza della vita alla fuga dalla realtà stessa, per atterrare sul pianeta Trafamaldore. Lo scrittore, in una trasposizione autobiografica, ha svuotato il personaggio Billy Pilgrim di ogni peso umano, rendendolo una marionetta dall'incarnato blu e avorio, capace di volare da una dimensione temporale all'altra senza stupirsi, per poi tornare sempre ad assistere al massacro del campo di battaglia con una leggerezza paradossale, perché "così va la vita", ritornello che chiude quasi ogni paragrafo.
1 recensione
Valeria
Venerdì 20 Mar 2026
Con espediente inconsueto e bizzarro KV guida il protagonista del suo libro - un americano poco più che adolescente, scaraventato dentro la guerra e sotto il bombardamento di Dresda - a sublimare lo stress post traumatico immaginandolo(si) rapito da creature extraterrestri, e in perpetuo viaggio attraverso il tempo, ovvero attraverso momenti diversi della propria vita.
Questa circostanza crea la distanza giusta per riuscire a rievocare con lucidità, apparente distacco se non addirittura con leggerezza, eventi drammatici della propria vita e più specificamente della guerra; a noi lettori però, vestite di questa apparente leggerezza, consegna immagini indelebili e tragiche: penso ai prigionieri che, dopo il bombardamento di Dresda riemergono dai bunker alla superficie per trovare la città ridotta ad un paesaggio lunare, o a quelli che, affamati da mesi di guerra, rischiano la vita per gustare un cucchiaio di sciroppo vitaminico nella fabbrica in cui sono costretti a lavorare. “So it goes”, così va la vita, ma così non dovrebbe andare e certamente KV riesce a farci chiudere il libro con questa convinzione, che proprio oggi è così tragicamente messa a repentaglio.
Questa circostanza crea la distanza giusta per riuscire a rievocare con lucidità, apparente distacco se non addirittura con leggerezza, eventi drammatici della propria vita e più specificamente della guerra; a noi lettori però, vestite di questa apparente leggerezza, consegna immagini indelebili e tragiche: penso ai prigionieri che, dopo il bombardamento di Dresda riemergono dai bunker alla superficie per trovare la città ridotta ad un paesaggio lunare, o a quelli che, affamati da mesi di guerra, rischiano la vita per gustare un cucchiaio di sciroppo vitaminico nella fabbrica in cui sono costretti a lavorare. “So it goes”, così va la vita, ma così non dovrebbe andare e certamente KV riesce a farci chiudere il libro con questa convinzione, che proprio oggi è così tragicamente messa a repentaglio.