Le vostre opinioni su NELLA CARNE
I LIBRI DEL MOMENTO
Lucia ce lo ha presentato così:
Tra una vita tolta ed una vita salvata - in entrambi i casi senza riflettere sulle possibili conseguenze - si muove la storia del protagonista. Una esistenza apparentemente vuota. Ma non è affatto così: toy-boy, assassino, carcerato, soldato, emigrato, lavoratore umile, amante, marito, imprenditore, padre, defigliato, vedovo, rimpatriato, amante, orfano, e infine solo. Con una scrittura asciutta Szalay descrive l’assenza di emozioni, sentimenti, reazioni. E’ un libro che lascia un segno e fa riflettere. Davvero non ci si dovrebbe affannare perché il nostro destino è irrimediabilmente segnato?
5 recensioni
Irene
Domenica 15 Feb 2026
La storia di Istvan, passando dalla cortina di ferro per arrivare ai giorni nostri e al covid, personaggio dalla maschilita' succube, come tanti. Scritto bene, non lo nego, ma lettura particolare. Avevo aspettative alte, come succede spesso quando certi libri vincono premi prestigiosi, ma mi ha lasciato addosso un senso di frustrazione ...alcuni si lamentavano la volta scorsa delle troppe sfortune del personaggio del libro "ai tempi del Dio..." e che dire di Istvan?
Esprimo un laconico ok, per adeguarmi al personaggio che lo pronuncia per tutta la durata del libro...due stelle e mezzo.
Esprimo un laconico ok, per adeguarmi al personaggio che lo pronuncia per tutta la durata del libro...due stelle e mezzo.
Mario
Domenica 15 Feb 2026
ATTENZIONE SPOILER - NON LEGGETE PRIMA DI AVERE FINITO IL LIBRO
Scusate se duplico la recensione, ma la postilla secondo me si impone.
Dunque: il protagonista del romanzo è un giovane squattrinato e prestante che vive in un posto di provincia, dal quale deve però fuggire dopo che si è scontrato fisicamente con lo sposo della donna di cui è innamorato. Sperduto e senza mezzi, decide di arruolarsi nell'esercito. Si fa molto onore sul campo di battaglia; poi salva la vita ad un uomo potente, che gli insegna le maniere dell'alta società e gli trova un lavoro che lo mette in contatto con la gente davvero ricca ed importante. Passa al servizio di un uomo anziano e ricchissimo; si innamora della moglie giovane e bella di quest'ultimo, e quando il riccone muore, la sposa. Ormai il protagonista vive nella crema, la moglie gli dà un figlio di cui egli è padre affettuoso; unico problema è il figliastro, che lo odia perchè sente che egli ha sedotto la madre e si è impossessato del suo patrimonio. Infine la situazione precipita. Il figlio del protagonista muore tragicamente, e lo scontro col figliastro, ormai cresciuto, deflagra: il protagonista ha l'opportunità di liberarsi fisicamente dell'antagonista, ma nobilmente decide di salvargli la vita. Tanta generosità non viene ricambiata, il figliastro getta il protagonista sul lastrico, ed a nostro non resta che ritornare, povero e solo, a vivere con l'anziana madre nel paese natio.
Di che romanzo stiamo parlando? :)
Scusate se duplico la recensione, ma la postilla secondo me si impone.
Dunque: il protagonista del romanzo è un giovane squattrinato e prestante che vive in un posto di provincia, dal quale deve però fuggire dopo che si è scontrato fisicamente con lo sposo della donna di cui è innamorato. Sperduto e senza mezzi, decide di arruolarsi nell'esercito. Si fa molto onore sul campo di battaglia; poi salva la vita ad un uomo potente, che gli insegna le maniere dell'alta società e gli trova un lavoro che lo mette in contatto con la gente davvero ricca ed importante. Passa al servizio di un uomo anziano e ricchissimo; si innamora della moglie giovane e bella di quest'ultimo, e quando il riccone muore, la sposa. Ormai il protagonista vive nella crema, la moglie gli dà un figlio di cui egli è padre affettuoso; unico problema è il figliastro, che lo odia perchè sente che egli ha sedotto la madre e si è impossessato del suo patrimonio. Infine la situazione precipita. Il figlio del protagonista muore tragicamente, e lo scontro col figliastro, ormai cresciuto, deflagra: il protagonista ha l'opportunità di liberarsi fisicamente dell'antagonista, ma nobilmente decide di salvargli la vita. Tanta generosità non viene ricambiata, il figliastro getta il protagonista sul lastrico, ed a nostro non resta che ritornare, povero e solo, a vivere con l'anziana madre nel paese natio.
Di che romanzo stiamo parlando? :)
Mario
Sabato 14 Feb 2026
Avete notato che ultimamente molti romanzi sembrano Netflix? Questo, per esempio, è strutturato come una serie ad episodi autoconclusivi, ognuno dei quali ci presenta Istvan che affronta alcuni momenti salienti della vita. E' una tecnica che consente allo scrittore ed al lettore di saltare a piè pari tutte le fasi di raccordo tra un'avventura e l'altra, tutto quello che porta il protagonista ad affrontare certe prove in un certo modo; per dirla in breve, per evitare la vita. Ora: non è che scrivendo o leggendo ci si debba sempre fare carico delle strategie di Kutuzov o delle tecniche di caccia alla balena, ma a me sembra che un buon romanzo sia quello dove ci viene raccontato non solo il protagonista, ma anche il mondo che gli si estende intorno (e non c'è bisogno di essere Dickens: potete pensare a Lezioni di Piano, ad Americanah o a Demon Copperhead, fate voi). In questo caso la mia sensazione è stata quella di leggere una specie di Reader's Digest in cui sono condensate le Pagine Più Emozionanti di un romanzo più lungo. Per carità, Szalay scrive proprio bene, il personaggio è intenso, le scenografie sono curatissime, c'è la giusta quantità di sesso, di azione e di peripezie, ed il finale si riscatta decisamente dalla prevedibilità degli eventi che lo hanno preceduto. Insomma, alla fine la storia di questo Forrest Gump mandrillone si lascia guardare puntata dopo puntata. Darei due stelle e mezzo.
cristiana buttiglione
Giovedì 05 Feb 2026
Concordo con Valeria.
Si tratta di un libro coraggioso nello stile e nel contenuto, forse proprio a causa delle sottrazioni verbali cui ci sottopone pagina dopo pagina, nonostante il rapido susseguirsi di eventi fuori dall'ordinario. Sotto gli occhi del lettore cresce e diventa uomo un ragazzino che, con i suoi okay ossessivi, è trascinato dalla corrente impetuosa della vita fino a tornare in una sorta di grembo materno. Nella scena in cui singhiozza disperatamente in un parcheggio e poi chiede scusa c'è però la descrizione di un'anima molto delicata e sensibile. Un uomo, un maschio, come dicono alcuni commentatori di questo libro definendolo appunto "maschile", che si tiene dentro tutte le sfumature umane.
Le perplessità che suscita il libro fanno parte del percorso in cui ti porta l'autore volutamente.
Bel libro !
Si tratta di un libro coraggioso nello stile e nel contenuto, forse proprio a causa delle sottrazioni verbali cui ci sottopone pagina dopo pagina, nonostante il rapido susseguirsi di eventi fuori dall'ordinario. Sotto gli occhi del lettore cresce e diventa uomo un ragazzino che, con i suoi okay ossessivi, è trascinato dalla corrente impetuosa della vita fino a tornare in una sorta di grembo materno. Nella scena in cui singhiozza disperatamente in un parcheggio e poi chiede scusa c'è però la descrizione di un'anima molto delicata e sensibile. Un uomo, un maschio, come dicono alcuni commentatori di questo libro definendolo appunto "maschile", che si tiene dentro tutte le sfumature umane.
Le perplessità che suscita il libro fanno parte del percorso in cui ti porta l'autore volutamente.
Bel libro !
Valeria
Lunedì 02 Feb 2026
Libro singolare, davvero. Sfrondato di qualunque elemento non strettamente funzionale a raccontare una storia che pur nella sua scarna e asciuttissima struttura racchiude un sacco di eventi.
Ed il perno della storia, ovvero il suo protagonista, sembra passare indenne e immutato attraverso tutti questi svariati eventi, i suoi “yeah” e i suoi “okay” l’unica reazione visibile a vicende che lo portano dalle stalle alle stelle and back. Lo definiresti un passivo ma non è esattamente questo, forse direi più un tipo pacificamente predisposto dalla nascita ad accogliere senza ribellarsi qualunque cosa la vita gli proponga. Ho letto il libro con qualche perplessità ma devo ammettere che il finale suggella l’assoluta coerenza della storia e dello stile narrativo.
Sarebbero 3,5 ma arrotondo, così da incoraggiare altri lettori :)!
Ed il perno della storia, ovvero il suo protagonista, sembra passare indenne e immutato attraverso tutti questi svariati eventi, i suoi “yeah” e i suoi “okay” l’unica reazione visibile a vicende che lo portano dalle stalle alle stelle and back. Lo definiresti un passivo ma non è esattamente questo, forse direi più un tipo pacificamente predisposto dalla nascita ad accogliere senza ribellarsi qualunque cosa la vita gli proponga. Ho letto il libro con qualche perplessità ma devo ammettere che il finale suggella l’assoluta coerenza della storia e dello stile narrativo.
Sarebbero 3,5 ma arrotondo, così da incoraggiare altri lettori :)!