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Le vostre opinioni su GENTILUOMO IN MARE - gli scompaginati

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Le vostre opinioni su GENTILUOMO IN MARE

I LIBRI CHE ABBIAMO LETTO
Cristiana ce lo ha presenetato così:
Ho suggerito questo titolo perchè è stata per me una lettura oltre che breve, anche folgorante nella sua semplicità ed efficacia. Opera di uno sfortunato autore americano, riscoperta postuma, e inscritta giustamente quale esempio di grande letteratura. Ho apprezzato la forma, innanzitutto, di breve romanzo o racconto lungo, che ho trovato perfetta nel suo equilibrio, una sorta di gioiellino letterario. Il contenuto, dal sapore kafkiano, è intrigante nonostante nel racconto succeda una cosa sola, ossia una improvvida scivolata nell'oceano da parte di un ingenuo gentiluomo, in viaggio su un piroscafo. La "morale" della favola, espressa con molta ironia, è incentrata sull'uomo solo al cospetto di qualcosa di davvero potente, la Natura, la Vita, così che la caduta si trasforma in un tuffo ancestrale di domande destinate a rimanere inascoltate nell'immensità meravigliosa e indifferente dell'Oceano.
3.3 / 5
7 recensioni
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Giulio
Martedì 14 Apr 2026
Ahi, non l’avrei mai detto, ma quasi quasi ripeto lo stesso che ho scritto per l’altro libro del mese, peraltro diversissimo: “Libro leggibile, scorre abbastanza bene, moderatamente interessante, non un capolavoro”. Sì, c’è lo sviluppo psicologico delle reazione del poveretto, l’ironia sulla vanità umana che anche in un simile frangente si trastulla su come lo vedono gli altri e come fare bella figura a raccontarlo, se sopravvivesse. Però lo stile è datato, da articolo di giornale di quell’epoca, che a me non affascina (limite mio). Qualche frase carina, tipo “non puoi rispedire te stesso indietro agli dei e chiedere un altro pacco” (sull’accettare i propri limiti). Più bella la parte finale, più originale, con la lotta tra la voglia di farla finita e l’istinto di sopravvivenza (presagio del destino dell'autore, anni dopo?), e un maggiore senso della vita, che emerge proprio mentre la sta perdendo.
Giovanna
Lunedì 13 Apr 2026
Geniale! Non trovo aggettivo migliore per questo romanzo breve che racconta senza una minima sbavatura di patetico sentimentalismo l’incredibile vicenda di un gentiluomo caduto in mare. La narrazione molto “British” ricca di humour e ironia ci cala nel microcosmo di un piroscafo luogo di fuga del protagonista Standish, un agente di Borsa Newyorchese che colto da profonda insofferenza per la propria vita familiare e lavorativa decide di imbarcarsi per fare un viaggio in mare. Intrappolato nei cliché borghesi che dominano la sua vita, una volta scivolato in mare a poco a poco se ne libera partendo dai vestiti e nudo e solo nell’immensità dell’oceano combatte fieramente contro un destino ineluttabile ripercorrendo la propria vita e forse cogliendone finalmente il significato profondo. Non si può sfuggire al destino in universo dominato dal caso. Voto 4.5
Clelia
Lunedì 06 Apr 2026
Come già avete evidenziato, sapiente narrazione e irresistibile ironia.
Claudia
Venerdì 03 Apr 2026
Piccola perla letteraria del novecento a lungo dimenticata e recentemente riproposta da Adelphi. L’autore, Herbert Clyde Lewis, giornalista e sceneggiatore, morì a soli 42 anni.
Ciò che mi ha più colpito è che il protagonista, dopo l’accidentale caduta nel mezzo dell’oceano, mantenga un atteggiamento borghesemente decoroso e razionale a totale dispetto della realtà che al comune lettore appare immediatamente disperata. Si preoccupa del tutto incongruamente della “figura” che farà, di come sarà giudicato dai suoi compagni di crociera e da questo paradosso nasce l’ironia amara e sottile, d’accordo con Mario, tipicamente british (nonostante l’autore sia americano). Notevole anche come si sviluppa impercettibilmente il passaggio tra fiducia (ir)razionale in un pronto salvataggio, considerazioni sulla sua intera esistenza e disperazione finale. Disarmante e profondo.
Irene
Domenica 01 Mar 2026
Un piccolo gioiellino di scrittura, che narra le sensazioni e lo stato d'animo di un vero gentiluomo, che, a causa di un banale scivolone mentre si trova sul ponte di una nave, si trova in mare abbandonato da tutti, imprigionato dalla sua stessa natura di gentiluomo ed impossibilitato ad essere salvato. Su quella che è una banale caduta, lo scrittore costruisce una piccola odissea, ricca di riflessioni sull'ironia della sorte...
Godibilissimo
Valeria
Sabato 21 Feb 2026
Non si lascerà dimenticare facilmente il povero Standish che si affanna tra le correnti marine mentre i suoi pensieri virano da un incontenibile ottimismo - persino permeato da una certa comica vanità - alla cupa resa di fronte ad una morte ineluttabile.
Il tutto mentre a bordo della nave che continua imperterrita nel suo tragitto i suoi compagni di viaggio (geniale! Anche questo) gli hanno cucito addosso una storia che non è la sua.
Un libro esile ma intelligente, una piccola storia che - con toni che spaziano dal comico al tragico- fa riflettere sulla parabola della vita umana.
Mario
Lunedì 09 Feb 2026
Faccio interamente mie le valutazioni di Cristiana che ha scovato questo gioiellino. Il nostro omino sperso nell'oceano ci viene raccontato con uno humour raffinato e crudele (giustamente nella postfazione si sottolinea la fattura quasi britannica dell'opera, nel corso della lettura ho spesso pensato a Somerset Maugham); e tuttavia la sua vicenda non è comica nè piccola, e riesce ad assumere, verso il finale, una grandezza permeata di vero stoicismo. Certe volte, una buccia di banana ci porta a misurarci con gli astri che splendono lassù.
Gli Scompaginati - circolo di lettura - via assarotti 39 - genova ITALY
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